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KATA_001In prima analisi un Kata può essere considerato un insieme di tecniche offensive e difensive eseguite secondo un ordine prestabilito. In realtà la vera essenza del KATA non consiste nel gesto in sé, ma nel modo in cui esso viene eseguito. In altre parole è necessario scavare più a fondo per riuscire a capire lo spirito del maestro karateka che creò il kata stesso. Ideare e perfezionare un kata poteva richiedere anche diversi anni e, dal momento in cui  furono creati, con il passare del tempo molteplici sono stati i cambiamenti. Non  tanto per quanto riguarda l’ordine dei movimenti e la loro struttura, che non sono cambiati molto, piuttosto per quanto concerne il “modo di pensare”, o meglio le interpretazioni diverse che si sono attribuite ad ogni singolo movimento con il trascorrere del tempo.
Guardando l’esecuzione di un kata, nella sua globalità i movimenti devono risultare armoniosi e fluenti e l’esecutore deve essere in grado di “irradiare” energia. Un tempo tra un movimento e l’altro c’era una pausa, ora invece la movenza continua in maniera sciolta ed elastica, sebbene ogni movimento sembra perdere così di efficacia. Quando invece il corpo ed i movimenti sono contratti, l’energia dispersa fa apparire le tecniche potenti ma in realtà è solo colui che esegue queste tecniche a sentirle potenti, si tratta solo di una sorta di autosoddisfazione. Viceversa un pugno soffice e rilassato, apparentemente privo di vitalità nel quale l’energia è concentrata, è in grado di sfondare ogni cosa. Nonostante i movimenti eseguiti in un kata siano continui e fluidi, talvolta vengono eseguiti lentamente, altre volte velocemente. Questo è uno dei tre punti essenziali del Karate:

Applicazione leggera e pesante della forza

Espansione e contrazione del corpo

Movimenti veloci e lenti nelle tecniche

KATA_003Risulta inutile utilizzare la forza e la velocità indiscriminatamente, è necessario piuttosto dare il senso di ogni tecnica, di ogni movimento del Kata nel suo insieme. Tutte le arti marziali hanno dei punti di incontro quali il ritmo, il tempo, la distanza, la respirazione  ed il flusso di energia (“KI” in giapponese, “CHI” in cinese) .
Non è possibile dare una spiegazione su cosa sia questo flusso di energia; si dice che questa riempia tutto l’universo  e che sia posseduta  non solo dagli esseri umani ma da tutti gli oggetti animati e non. Si dice che sin dai tempi antichi si siano verificate manifestazioni di questo tipo. Tuttavia il principiante non si deve aspettare di accorgersi di tali poteri. Può praticare karate come semplice arte combattiva, ma non sarò ancora in grado si differenziare concentrazione e rilassamento.
Il Maestro Egami sosteneva che è meglio cominciare con un kata semplice, come il Taikyoku, praticandolo dieci, venti, cinquanta cento volte senza sosta. Arrivati a questo punto si deve proseguire senza preoccuparsi troppo della rigidità o meno del corpo. Nel caso di persone dotate di grande energia e vigore, dopo una serie di venti trenta ripetizioni, saranno esausti e la stanchezza aumenterà, continuando a praticare, fino al punto che non riusciranno più a reggersi in piedi. Continuando in questo stato diventerebbero come degli automi e non sarebbero più in grado di concentrare l’energia nei loro colpi. Non saranno più in grado di usare la mente, ma i movimenti saranno acquisiti esclusivamente dal corpo. Continuando tale pratica si potrà arrivare ad uno stadio in cui la mente sarà trasparente ed in grado di capire i movimenti del corpo. Al contrario saranno talmente esausti da dimenticare ogni cosa e trascinarsi sul pavimento. Anche in  questa situazione saranno in grado di reagire ad un comando, anche se la loro reazione non sarà necessariamente una reazione di tipo fisico, in ogni caso comprenderanno la relazione tra loro stessi e la persona che impartisce i comandi, fra la mente ed il corpo. I movimenti del corpo ed il flusso di sensazioni saranno inizialmente molto confusi, calmandosi poi lentamente e tramutandosi in uno  stato di tranquillità e concentrazione ed il respiro sarà divenuto regolare nonostante il vigore dei movimenti.
Solo dopo una lunga pratica, quando il corpo sarà completamente allenato, risulterà possibile avvicinarsi a tale stato.
Questo tipo di allenamento dovrebbe essere eseguito con movimenti veloci, esempio il Taikyoku kata in 5 secondi, oppure al contrario risulta produttivo eseguire lo stesso kata i tre minuti o addirittura in quindici minuti. Quest’ultimo tipo di allenamento risulterà più difficile del primo.
La pratica del kata non deve mai essere considerata come un qualcosa di scontato, quello che bisogna tenere sempre presente è che si sta entrando un mondo sconosciuto, un mondo di pratica nel quale lo stato attuale di conoscenza risulta insufficiente, è allora necessario continuare a praticare fino a quando il corpo non apprende.
Tra i vari kata ve ne sono alcuni i cui fondamenti sono stati dettagliatamente descritti, nonostante questo però risulta ostico eseguire un kata seguendo i Fondamenti. Anche quando non si riesca a comprendere  a pieno, non si deve commettere l’errore di pensare che ciascun movimento sia privo di significato. E’ consigliabile eseguire ogni movimento di un kata, pensandoli ed interpretandoli … questa è pratica.
I diciannove kata che storicamente erano destinati alla pratica dallo Shoto-kan erano:

 

1.Taikyoku Shodan 6.Heian Sandan 11.Tekki Shodan 16.Empi
2.Taikyoku Nidan 7.Heian Yodan 12.Tekki Nidan 17.Gankaku
3.Taikyoku Sandan 8.Heian Godan 13.Tekki Sandan 18.Jion
4.Heian Shodan 9.Bassai 14.Hangetsu 19.Ten no Kata
5.Heian Nidan 10.Kanku 15.Jutte

KATA_002

Oggi il Taikyoku Nidan e Sandan e il Ten no Kata non vengono quasi più praticati.
Per quanto riguarda il Ten no Kata, possiamo dire che questo kata venne codificato dallo stesso Maestro Gichin Funakoshi che selezionando tecniche da più di trenta kata, che formavano la cultura marziale del Karate Do, era teso dare uno strumento Tecnico/Educativo di facile acquisizione sia da principianti, donne, bambini o vecchi.
In kata si compone in due parti una OMOTE (Davanti), che  va eseguita da solo senza l’aiuto dell’avversario e una parte URA (Dietro) che necessita della presenza di un partner e può essere considerata  una prima forma di esecuzione del Kumite. Il nome di quasto kata significa Kata dell’Universo.
Per quanto concerne invece il Taikyoku Nidan, diversamente dal shodan, l’oitsuki deve avere la direzione jodan la posizione non varia, sempre Zenkutsu. Invece il Taikyoku Sandan. questo si diversifica dai precedenti due kata per la parata Uchiuke e per la posizione in kokutsudachi, l’oitsuki chudan laterale in posizione zenkutsudachi e oitsuki Jodan nei tre passi.